giovedì 3 ottobre 2013

Ma come fanno i Canadesi?


Da tempo volevo postare un computo dei costi produttivi Canadesi per quanto riguarda la coltura del grano duro. La recente pubblicazione 2013 della Provincia del Saskatchewan (il territorio principe del Duro Canadese) sui costi colturali dei farmer locali mi consentirà di ilustravi la situazione dettagliata ed aggiornata.





Come faranno questi farmer canadesi a sommergerci di granella a prezzi contenuti, visto il livello proteico, pur dovendosi sobbarcare degli elevati costi di trasporto attraverso l'Oceano (da 8 a 10 €/q)? Mi sono sempre chiesto. Proviamo a dare alcuni numeri.

Tutti i dati che presenterò sono presi dalla seguente pubblicazione: CROP PLANNING GUIDE 2013 del Ministero dell'Agricoltura del Saskatchewan (QUI).
Si tratta di una pubblicazione precisa e chiara, densa di tabelle e numeri, nelle quali sono presentati i costi produttivi di svariate colture (tra le quali il Duro) in tre zone della Provincia e con due diversi regimi colturali: maggese (fallow) e ristoppio (stubble).


Il territorio della Provincia (estesa circa il doppio dell'Italia)  è diviso in tre categorie, in base al suolo ed al suo gradiente di fertilità che determinano costi e ricavi medi diversi. Le categorie di suolo sono: Black, Dark Brown, e Brown. Noi prenderemo in considerazione una azienda nella condizione media, ovvero insistente in suolo Dark Brown (marrone scuro). Ma nella pubblicazione originale trovate tutti i conti per le varie tipologie, e variano poco tra loro, come potrete vedere.










I Canadesi redigono il computo dei costi colturali in maniera un po' diversa da come lo facciamo in Italia solitamente, ma comunque in maniera chiara e completa. Ecco i costi di produzione del Grano Duro per una azienda in zona Dark Brown, riportati dal sistema anglosassone a quello Europeo:


$Can/acro $CAN/ ettaro €/ettaro
Semente 17,6 43,5 30,9
Azoto 21,0 51,9 36,9
Fosforo 15,0 37,1 26,4
Erbicida 16,1 39,9 28,4
Fungicida 1,5 3,8 2,7
Concia seme 4,6 11,4 8,1
Gasolio 17,0 42,0 29,9
Manutenzione macchina 6,2 15,4 10,9
Lavoro operatore 17,3 42,6 30,3
Assicurazione colture 9,9 24,6 17,5
Varie 5,9 14,5 10,3
Interessi 2,8 6,9 4,9
Costi variabili 134,9 333,4 237,2
Fabbricati manutenzione 0,5 1,3 0,9
Tasse proprietà 6,0 14,7 10,5
Assicurazioni, licenze, etc. 2,4 5,8 4,1
Deprezzamento macchine 20,7 51,2 36,4
Deprezzamento fabbricati 1,3 3,2 2,3
Investimento macchine 6,7 16,6 11,8
Investimento fabbricati 0,8 1,9 1,4
Investimento terreno 23,9 59,0 42,0
Costi fissi 62,2 153,8 109,4
Costi Totali 197,2 487,2 346,6

Tutte le commutazioni sono state effettuate utilizzando questa tabella di ausilio, mentre il cambio Euro/Dollaro Canadese utilizzato, valeva 1.4034, a ieri. Attenzione che rispetto al Dollaro USA, quello Canadese è ancora più debole rispetto all'Euro.

Dunque il costo totale per ettaro di un farmer Canadese tenendo conto di tutto è pari a € 346,6.
I costi variabili sono pari a € 237,20.
Ci tengo a sottolineare che nei costi fissi, è anche inclusa una quota del valore del terreno (come dei fabbricati e dei macchinari). Questi importi rappresentano il costo opportunità annuo del capitale investito, pari per i terreni a circa 42 €/anno, derivanti da un valore dei terreni intorno ai 1000 €/ha nella zona considerata. Noi ovviamente in Italia non inseriamo mai questa voce nel computo, altrimenti non dovremmo neanche iniziare l'attività.
Sono inclusi anche altri costi, come quelli riguardanti i fabbricati che solitamente non vengono considerati, nei nostri costi colturali.
Le uniche tasse che si pagano, in Canada, sono di quelle di proprietà, e per le colture estensive sono pari a 10,5 €/ha, tutto compreso!! 
Per quanto riguarda i costi variabili, vi anticipo soltanto che il gasolio agricolo è defiscalizzato e vale 0.7 €/l. Viene calcolato anche il costo della manodopera dell'operatore, che spesso noi produttori autonomi, trascuriamo.
In generale i Canadesi utilizzano dosi di semente come di fertilizzanti molto basse, che li aiutano a contenere i costi. Il costo medio della semente di Duro è stato pari, nella semina 2013, a 11 $CAN/bushel, ovvero 29 €/q.

Ora vediamo le rese ed i ricavi. In quel territorio secondo la pubblicazione. La resa media di grano duro è pari a 41 bu/acro, che equivale a 25,83 q/ha (no, non è la superproduzione la chiave del loro successo, quindi)!
Al prezzo attuale del Duro Canadese che è pari circa a 6.70 $/bu (circa 18 €/q), un farmer incassa per acro, tenendo conto della resa media, 274,7 $can. Per ettaro ed in Euro fanno 483.
Il profitto di un farmer canadese in questo momento è pari, in Euro e per ettaro, a 483-346,6= 136,4€ per ettaro se consideriamo i costi totali, 483-237,2= 245,8 € se consideriamo i costi variabili.

Un produttore italiano che considerasse tutte le voci di costo (anche quelle implicite) e vendesse il grano a 18 €/q avrebbe un ricavo, di qualsivoglia entità, secondo voi, con una produzione media? Domanda retorica.
E si ritorna sempre al solito discorso come si può affrontare la globalizzazione con l'enorme differenza di costi produttivi tra noi e l'estero? Valorizzare la produzione? Ma loro sono anche più bravi di noi, e lo sanno fare a costi contenuti. Dunque o si calano drasticamente tasse, imposte, accise, vincoli, rendite di posizione ed impedimenti burocratici, oppure si mette qualche barriera doganale, per riequilibrare la sfida. Altrimenti ogni anno che passa noi andremo inevitabilmente indietro, oppure se i prezzi dovessero salire, loro andranno molto più avanti.
Non è possibile competere, senza correttivi, quando si corre su un veicolo zavorrato come quello che lo Stato Italiano ci fornisce.
Se qualcosa non cambia in fretta, in un paio di annate di prezzi bassi, della cerealicoltura italiana rimarrà soltanto il ricordo.

P.S.: Altri costi di produzione 2013 di un'altra Provincia, il Manitoba (qui). Più o meno coincidono, e sono presentati anche meglio. Ma per il grano duro è più rappresentativo il Saskatchewan.










3 commenti:

  1. € 136,4 * Ha. è un profitto basso che può essere solo compensato dalle dimensioni notevoli delle aziende. un'azienda di 1.000 Ha. produce un profitto di € 136.400,00.
    il farmer canadese riceve un aiuto da parte dello stato, simile ai nostri aiuti europei?

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    1. è comunque un profitto, tenendo conto che il prezzo del grano è molto basso al momento. Sui costi variabili 250 €/ha considerando che i prezzi sono ai minimi storici non mi sembra male.
      Moltiplicato per la grande estensione delle loro aziende sono soldi.
      Teniamo anche conto che da loro ingrandire la propria azienda non è impossibile, visto che il prezzo del terreno va intorno ai 1000 €/ettaro e non vi sono imposte di compravendita rilevanti.

      Secondo me, se facciamo i conti, almeno in Sicilia, tenendo conto di tutti i costi, difficilmente rimangono 136 euro puliti, già con un prezzo intorno ai 25 €/q. Anzi se conteggi, per ipotesi, anche una quota del costo del terreno vai in negativo.

      I granicoltori canadesi ricevono, per quel che so, aiuti in conto Interessi ed una quota delle assicurazioni che stipulano (altri settori, specialmente gli allevamenti, invece sono sussidiati ed iperprotetti).

      E poi la commercializzazione del prodotto, è affidata ad una azienda pubblica gestita anche da agricoltori: il CWB. Da un paio d'anni al CWB, si sono affiancati alcuni compratori privati per lo più USA. L'intenzione è di dismetterlo a causa del suo costo per i contribuenti.

      Sono sistemi molto diversi rispetto al nostro, ho trovato però una tabella di confronto del 2002 riguardante i sussidi presi da granicoltori da varie parti del Mondo, che conteggiano un pò tutto, diretti ed indiretti compreso il costo del CWB canadese.
      http://wps.prenhall.com/wps/media/objects/1309/1340417/ragan_econ_11ce_Ch34a_topic.pdf

      Come percentuale del reddito complessivo un granicoltore Europeo prendeva
      il 46 % di contributi pubblici, USA 30, Canada 18, agli estremi Giappone 86, Australia 5.

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  2. E non finisce quà-se i dati canadesi verranno confermati,super produzione e bassa qualità,quelli cercheranno di sbarazzarsi il più possibile di quella robaccia,ritaglieranno il più possibile i margini di guadambio inondando il mercato internazionale con il loro prodotto,poichè questi sanno come esportare ,allora a quel punto non oso pensare cosa potrebbe succedere al nostro grano MERCANTILE-

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