mercoledì 19 settembre 2012

Cosa succederà alle quotazioni del duro nel prossimo futuro?

E' davvero difficile capire che piega prenderà il mercato del grano internazionale, arrivano segnali e notizie contrastanti sulle prossime produzioni dell'emisfero Sud e sulle strategie degli speculatori, ma certamente dobbiamo rilevare nelle ultime sedute (sebbene stamane sia ben intonato a 8.80, +2% circa ) un calo del wheat di Chicago abbastanza marcato rispetto ai massimi del periodo (circa -5 %).
Un calo tuttavia che potrebbe anche essere interpretato come una classica presa di beneficio da parte degli investitori, assolutamente normale, quindi, anche in un trend rialzista. Tuttavia l'aspetto che lo rende deleterio ai nostri fini, di produttori Eurocentrici, è che ciò si è verificato in coincidenza dell'ultimo periodo di euro rialzista che da 1,23 è passato rapidamente agli attuali 1,30 (mentre solitamente il cambio si muove in senso contrario rispetto al prezzo delle commodity). E' inevitabile che un calo del prezzo internazionale unito ad un aumento della forza dell'Euro, solitamente spalanca le porte al prodotto estero e conseguentemente riduce le nostre quotazioni.

Ma non deprimiamoci troppo e  veniamo comunque ad alcuni aspetti positivi propri del duro. A fronte del calo netto del wheat, notiamo infatti con soddisfazione che, sia negli Usa che in Canada, il duro non è andato giù, ed anzi mostra una certa resistenza se non addirittura un leggero rialzo. Così il durum wheat al 13% di proteine quota intorno agli 8$/bu (che corrisponde a circa 22,5 €/q, tuttavia già un bel 10% più conveniente per gli acquirenti europei rispetto a qualche mese fa, soltanto a causa del cambio), mentre il future canadese consegna ottobre 2012 quota 310 Can/t in leggero rialzo dai minimi di inizio settembre.

In Francia nel frattempo il blé dur ha perso qualcosa per strada negli ultimi tempi, al Porto di La Nouvelle siamo a 302 €/t contro un massimo di Agosto a 315 €/t.

In Italia oggi esce Foggia, ed a mio parere potrebbe perderà qualcosa, ma non più di 0.5 €/q. Se non perde nulla direi che è un ottimo segnale in prospettiva futura.

Nel medio periodo le previsioni sono molto incerte, ma personalmente non credo ad aumenti clamorosi (si lo so, mi sono dato al commercio anche io, sto comprando frumento a 30 € per rivenderlo tra poche settimane a 35 €), come mi è capitato di leggere o sentire ultimamente...

Nel lungo, invece, sono molto più ottimista. In pratica visto l'esiguo differenziale tra le quotazioni del duro e del tenero, nei territori dove si coltivano indifferentemente entrambi, gli agricoltori visto i prezzi simili ed il potenziale produttivo maggiore del tenero, molto probabilmente si indirizzeranno verso quest'ultimo alle prossime semine. Per inciso...anche in Sicilia si fa un pò di tenero ed anche qui risulta più produttivo, soltanto che nei terreni marginali da risultati davvero magri.
Io, in Sicilia, continuo a preferire il classico duro, che complessivamente e nel lungo periodo si adatta meglio.
Ma tornando al discorso iniziale, ho già letto appelli accorati a seminare duro nel Ferrarese, come in Noth Dakota dove i farmers se i prezzi dovessero rimanere con questo scarto si starebbero già indirizzando verso le varietà soft wheat, piuttosto che durum, ma sempre in semina primaverile.
Insomma se così stanno veramente le cose, il vero boom delle quotazioni del duro potrebbe avvenire nel 2013, quando ci si renderà conto che si potrebbe verificare un deficit di materia prima. E siccome i mercati anticipano spesso gli eventi, non si può escludere che già nei primi mesi del 2013 a semine avvenute nei climi a ciclo autunno-vernino, il differenziale tra tenero e duro si espanda.

Insomma in un contesto economico, agricolo e non, molto difficile, nutro per il nostro "piccolo" settore, buone speranze per il prossimo futuro. Seminerò con una certa fiducia....

P.S.: A proposito dell'articolo sul grano del Ferrarese leggo verso la fine del testo con un certo disgusto: "Non dimentichiamo poi che il nostro grano duro è realizzato tutto in rotazione mentre quello del sud Italia è prevalentemente in monosuccessione". Ok, ciascuno di noi è convinto che il prodotto della propria zona sia il migliore di tutti, ma denigrare con argomentazioni false il prodotto delle regioni del Sud-Italia, mi sembra veramente troppo.
La monosuccessione almeno in Sicilia è quasi scomparsa da quando l'integrazione grano è stata soppressa (ed anzi l'art.68 la rende ancora meno vantaggiosa). A spanne il fenomeno residuale si può stimare intorno al 10%, quando il prezzo del grano è invitante, e non si tratta peraltro di una monosuccessione di carattere sfruttante come quella praticata qualche anno fa per percepire unicamente il contributo comunitario.
Insomma Ferraresi, probabilmente potremo essere criticati per tanti aspetti, eviterei quindi argomentazioni del tutto prive di fondamento.









19 commenti:

  1. Giuseppe agicoltore foggia19 settembre 2012 15:53

    FOGGIA 29,50-30,00 QUINTALE OSSIA IN RIBASS0 DI 30 CENTESIMI QUINTLE RISPETTO SCORSA SETTIMANA.

    IL TENERO E' SCESO DI DUE EURO QUINTALE!
    DA 27-28 A 25-26!

    Mah....non ho sensazioni positive!

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  2. Bari ieri era senza variazioni; Foggia ha seguito la correzione di Milano ( - 2/3 €t) per favorire le vendite e quindi commercianti e industriali della pasta (non è una piazza molto affidabile per quantoimportante come dimensione). Mi fido più di Bologna. Se domani si verifica lo stesso calo anche lì c'è da stare attenti. Comunque questa mattina prima della borsa offrivano 30,00/30,50 €/q ivato, come la scorsa settimana. Secondo me non c'è stata alcuna variazione reale.

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    1. Anonimo offrivano 30/30,5 in conto deposito?
      Dove?

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    2. Foggia 29 €/q netti in conto deposito / 30 - 30,50 € franco azienda. Parliamo di prezzi ivati quelli del bollettino sono da ivare 4%.

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  3. io penso che a natale vandiamo tutti a 25!!! attenzione dobbiamo stare tutti con la massima allerta!

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  4. oggi ho venduto 27,50 quint

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  5. Gentili commentatori anonimi se non inserite almeno la Regione da cui scrivete, le vostre segnalazione dei prezzi sono del tutto inutili.
    Ad esempio 27,5 in Sicilia è un ottimo prezzo al momento, mentre in Puglia pessimo.

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  6. mi scuso 27.50 abruzzo

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  7. Provincia di Bari 29€ meno 1€ di c-deposito ivato.

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  8. Bologna flette di 20 centesimi quintale. Confermata la flessione di Foggia: ora è difficile fare previsioni, ma credo che tengo ancora un pò.

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  9. Agricoltore Altamurano
    Preciso sono di Altamura ma la mia azienda è in Basilicata dove ho anche in conto deposito il mio grano presso una cooperativa (meglio specificare ha ragione granoduro) sarei quasi intenzionato a vendere almeno la metà del mio raccolto, proprio stamattina ho parlato con il compratore è sarebbe disposto a pagarlo 30 Euro ivato meno 1 euro leggittimo di conto deposito, quindi 29 non sarebbero male in questo periodo di indecisione dei mercati. Domani quasi quasi vado a trovarlo.....

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  10. Agricoltore Altamurano
    Il mercato in Basilicata è in linea con il mercato di Foggia(per "fortuna")

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  11. Al momento la flessione sui mercati internazionali sembra essersi arrestata. Anzi qualcosa sembra muoversi sul fronte Russo (nel senso di un rallentamento o addirittura stop delle esportazioni).
    Chicago ha chiuso bene la settimana infatti a quasi 9 $.
    Naturalmente si tratta di voci, però i Russi quando si mettono combinano dei casini incredibili.

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  12. la voce sul grano russo, è uscita anche su una agenzia italiana:

    http://www.agi.it/food/notizie/201209211026-eco-rt10051-russia_governo_pronto_a_ridurre_esportazioni_di_grano

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  13. Quanto viene pagato il grano in Sicilia? Desidererei avere notizie ed eventualmente consigli.Grazie

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  14. Nella colonna a lato troverei i link delle Camere di Commercio Sicule ed il link delle quotazioni ISMEA con le piazze di Catania e Palermo.

    Al momento il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 26 €/q, euro più, euro meno.

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  15. Uscito oggi il rapporto mensile USDA, reazione del mercato almeno fino ad ora : wheat + 5%..... .
    Ho dato un'occhiata alla parte relativa al grano duro e mi sembra che rispetto al 2011 (ma se non sbaglio è stato un anno particolare) tutte le cifre hanno il segno +, ma qualcuno sa i dati del 2010 per confrontarli con quelli usciti oggi?

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    1. http://commodities.about.com/gi/o.htm?zi=1/XJ&zTi=1&sdn=commodities&cdn=money&tm=7&f=00&tt=2&bt=0&bts=1&zu=http%3A//usda.mannlib.cornell.edu/MannUsda/viewDocumentInfo.do%3FdocumentID%3D1079

      qui se ho copiato correttamente il link troverai lo storico dal 1962. Facci sapere qualcosa.

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