giovedì 21 febbraio 2013

Aggiornamento Duro - Quotazione stabile, ma sino a quando?

Settimana all'insegna della stabilità su tutti i fronti. Wheat di Chicago con leggere escursioni intorno ai 7,30 $/bu. Piccole variazioni delle quotazioni sulla possibilità che eventi piovosi durante le prossime settimane possano ripristinare le risorse idriche del MidWest americano, ancora in crisi idrica, dopo la siccità dell'anno passato.
Nel frattempo Agrimoney pubblica alcuni stralci di relazioni provenienti dal Forum Outlook USDA. Notizie molto poco rassicuranti direi, secondo gli esperti (ma a quanto pare hanno preso un master a Chicago, quindi non vi preoccupate più di tanto):
il prossimo anno comunque secondo loro, in calo le quotazioni di mais, grano e soia. Per darvi una idea parlano di prospettive di mais a meno di 5 $/bu. In generale la previsione è di prezzi significativamente più bassi degli attuali da giugno 2013 in poi!!!!


Duro
globalmente stabile

Negli USA durum wheat in leggero calo a  7.83 $/bu;
Future canadese in leggero calo a 307 $/t il Marzo 2013; Qui qualche prezzo cash.
Golfo del Messico HRW (un tenero di forza in realtà) in  leggero calo  a 333 $/t;
Piazze francesi, quotazioni stabili tra 265 e 280 €/t;
FOB francese nel Mediterraneo stabile a 276 €/t.

Euro in calo nelle ultime sedute...tale da rendere il prezzo del duro americano stabile per i nostri acquirenti.


In Italia
Stabile

Altamura invariato;
Bari invariato;
Foggia invariato;
Bologna invariato;
Sicilia invariato a Palermo e -0,3 €/q a Catania secondo Ismea.
AGREX non scambia negli ultimi giorni...mi pare...

Vi inserisco anche l'ultima newsletter di IA:

MERCATO - Grano Duro
Mentre a Milano si è registrato un leggerissimo calo (-1 euro/t) delle quotazioni, Foggia e Bologna continuano a segnare invariato (rispettivamente 290,50 euro/t e 292,50 euro/t per il centro).

A Port-La-Nouvelle venerdì il duro era quotato 276,51 euro/t, ossia 3 euro/t in meno rispetto alla settimana precedente.
Per merce nazionale i molini del Nord continuano a offrire circa 300 euro/t arrivo, quelli del centro 295 euro/t o anche qualcosa in meno. Di fronte a un mercato internazionale cedente e alla lunga serie di quotazioni invariate sui listini nazionali c’è da chiedersi il perché della rigidità dei nostri prezzi interni, anche considerando che il prezzo delle semole continua a calare (-5 euro/t a Bologna).

Una delle spiegazioni possibili è che il grano duro nazionale (che, ricordiamo, questo anno è di qualità generalmente buona) continua a costare qualcosa in meno rispetto al prodotto di importazione.

C’è poi un aspetto da non sottovalutare, soprattutto nel medio e lungo periodo: la «forbice» storica tra i prezzi del frumento tenero e del frumento duro è sempre stata mediamente di 40 euro/t (quotazioni partenza Nord) o anche più, e sembrerebbe che dopo un semestre particolarmente anomalo si stia ristabilendo una situazione di normalità, almeno sotto il profilo statistico.

Anche se è ancora presto, bisogna poi considerare che le semine al Centro-Nord non promettono particolarmente bene in vista del prossimo raccolto, motivo per il quale gli stock di fine campagna potrebbero essere più consistenti del solito.

Ristabilitasi una situazione di relativa normalità nella differenza tra le quotazioni del frumento duro e del frumento tenero, molto dipenderà nei prossimi mesi dal trend generale degli altri cereali.




Continuo a credere che il calo potrebbe essere dietro l'angolo, salvo improvvise inversioni di tendenza! Perché? Date una occhiata ai due grafici: troppa divergenza tra le quotazioni straniere e quelle italiane al momento (il grafico viene da Terra e Vita). Nel grafico più in basso invece l'andamento storico, indica che solitamente tutti i prezzi nel medio periodo tendono a coincidere o ad avere una differenza molto più esigua, di quanto è attualmente.






Una possibile spiegazione dell'impatto ridotto del prodotto estero può essere fornita dal calo perdurante delle importazioni in Italia di cereali e di Duro in particolare.
Secondo Anacer (da Bloomberg), nei primi 11 mesi del 2012:
Buying of durum wheat, the hard variety used for pasta, fell to 1.41 million tons worth 426 million euros, from 2.11 million tons and 597 million euros.
 Pasta exports rose to 1.5 billion euros from 1.38 billion euros.
 In Italiano invece Anacer pubblica in ritardo o non pubblica proprio, bah!




Mie Previsioni (inaffidabili)

Stabilmente in procinto di calare...

11 commenti:

  1. c'entra si e no col prezzo del duro.
    ho appena finito di leggere un articolo relativo ad una notizia trascurata (maliziosamente?) dai media italiani, ovvero quella della creazione di un'area di libero scambio usa-europa proposta da obama e subito incondizionatamente accettata ( a scatola chiusa) da napolitano prima, nella recente sua visita americana, e poi da bersani. non voglio immaginare quali effetti si determineranno per l'agricoltura e per la pmi italiana. so solo quali devastanti esiti ha avuto per l'america latina il nafta o la parità dollaro-pesos argentino....
    oltre alla subordinazione in politica estera e militare ci toccherà anche quella agricolo-alimentare?

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    1. letta anche io. Si va verso la globalizzazione sempre più spinta...anche l'accordo con la Cina per i prodotti biologici non è da trascurare.
      Molte aziende chiuderanno, siamo soltanto all'inizio di un processo (come dicono loro) di razionalizzazione!
      Chissà se ci sveglieremo in tempo...conto molto nel prossimo risultato elettorale...

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    2. Skandiski

      ....e quale sarebbe il risultato elettorale su cui conti? (se non è una domanda indiscreta)

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    3. ...domani posterò la mia idea, prima della doverosa pausa di riflessione elettorale.

      Scusa Sk...ma da un mullah talebano come me, cosa ti puoi aspettare?

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    4. Skandiski Uno Sceicco!

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  2. Granduro, come al solito ottima analisi.
    Aggiungo solamente: l'Italia è attualmente l'unico compratore significativo sullo scenario globale e comunque l'offerta nazionale è stabile, per cui è normale che i prezzi internazionali (le oscillazioni dell'euro contano poco, mica siamo a Chicago ...) calino. Inoltre il Baltic Dry Index è in leggero aumento, per cui i noli rendono il prodotto estero più caro. Se ci aggiungi la staticità della domanda di semola e la resistenza dei venditori, ecco lì che si spiegano i listini invariati. Resto dell'idea che solamente un crollo del tenero potrà incidere.
    (previsioni INAFFIDABILI).
    HL

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    1. troppo buono...però io, il canadese (vedi listino di Altamura) allo stesso prezzo (sulle nostre piazze) del nostrano non ricordo di averlo mai visto...

      la scorsa settimana ti sei rivelato affidabile, come sinora spesso è accaduto...lo faccio notare per i lettori meno attenti...Herbert è bravo, val la pena di seguire la sua newsletter...ed io non sono un tipo che si lascia andare in facili giudizi positivi...

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  3. scusate appena uscito anche il rapporto dell'IGC

    qui un articolo in inglese
    http://www.businessweek.com/news/2013-02-21/corn-outlook-raised-by-igc-wheat-crop-seen-4-percent-higher-in-2013-14

    provate a tradurlo con il traduttore di google.

    Credo che il calo di Chicago, di questi minuti dipenda da ciò.

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  4. Port La Nouvelle 270 euro/t. Ho trovato un ottimo link per tenere monitorate le quotazioni francesi: http://www.terre-net.fr/marche-agricole/culture/marche-physique-ble-dur/a2b1531

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  5. Grazie Herbert
    si tratta di una pagina del nuovo sito di terre-net, già era presente il link nella colonna a destra del blog, alla voce grano duro francese (blè dur)...i francesi sono attentamente monitorati da anni, sono un punto di riferimento.

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  6. Ismea Sicilia non pubblica questa settimana (grazie mille), mentre Camera Commercio di Catania registra un ulteriore calo di 0.5 €/q.

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