sabato 20 settembre 2014

Nuova PAC: le Aree di Interesse Ecologico

In questo post, riporterò le informazioni principali che riguardano uno degli impegni più controversi e dibattuti della nuova PAC: le Aree di Interesse Ecologico (EFA secondo l'acronimo internazionale).


Questo impegno rientra nel greening, una delle componenti principali della nuova PAC, che dal punto di vista finanziario varrà complessivamente circa il 30 % del valore dei nuovi titoli.

Il greeening prevede tre impegni: la diversificazione colturale, il mantenimento di prati e pascoli ed appunto le aree di interesse ecologico.

Del primo impegno si è parlato e scritto molto sinora, il secondo non interessa direttamente l'agricoltore, del terzo almeno io sinora avevo le idee abbastanza confuse e anzi temevo di dover rinunciare ad una parte di terreno da coltivare.

L'impegno consiste nell'obbligo per gli agricoltori di destinare una quota del 5% dei seminativi dell'azienda ad aree di interesse ecologico.
Tale impegno è obbligatorio per le aziende con superficie a seminativo superiore ai 15 ettari.

Le EFA, che nella prima versione della PAC, erano regolamentate in senso restrittivo ed avrebbero portato ad una effettiva riduzione della superficie agricola coltivata, dopo l'intervento del Parlamento Europeo sembrano diventare più una scatola vuota con ripercussioni al più di tipo burocratico. 

Intanto vediamo cosa sono le aree di interesse ecologico secondo il Reg 1307/2013 (art46, par2):
  1. terreni a riposo
  2. terrazze
  3. elementi caratteristici del paersaggio
  4. fasce tampone
  5. ettari-agroforestali che ricevono sostegno PSR
  6. fasce di ettari perifierici alle foreste
  7. superfici a bosco ceduo
  8. superfici oggetto di imboschimento ai sensi di PSR
  9. superfici con colture intercalari (che sembrerebbero escluse dall'Italia)
  10. superfici con colture azotofissatrici

L'ultima categoria risulta la più importante per le nostre esigenze, dato che la semplice coltivazione di leguminose (tipicamente avvicendate al grano) ottempererebbe all'impegno EFA (5% del totale della superficie aziendale).

Nelle colture azotofissatrici sarebbero incluse, secondo un emanando decreto Ministeriale, le principali leguminose cece, fava, favino, favetta, erba medica, sulla, soia, trifogli, veccia etc...

Tuttavia l'eterogeneità delle varie tipologie di aree di interesse ecologico riportate sopra, sia per unità di misura (le siepi ad esempio sono espresse in metri lineari), che per valore ecologico, ha reso necessario l'introduzione  di opportuni fattori di conversione e ponderazione.
Per le colture azotofissatrici, questi fattori sono pari a 0,7, quindi 10 ettari di favino corrispondono a 7 ettari di EFA.

In attesa del Decreto definitivo del Ministero, lo spauracchio aree ecologiche sembra davvero poca cosa....a mio avviso praticamente tutte le aziende cerealicole dovrebbero essere in grado di rispettare l'impegno senza troppe difficoltà, tenendo anche conto dell'impegno principale che riguarda la diversificazione.

Ho altri dubbi sulla PAC, per esempio a leggere come funziona l'assegnazione dei titoli chi dovesse acquistare del terreno (con titoli) nel 2014 potrebbe anche non avere diritto al trasferimento dei titoli del vecchio proprietario...se non sbaglio la questione fu sollevata qualche post fa da cerealicolo....in effetti la nuova PAC non fa cenno all'aspetto del trasferimento titoli, tranne che per gli affittuari.
Qualcuno sa qualcosa al riguardo?


Il regolamento citato sopra lo trovate qui.

Mentre qui e qui trovate alcune presentazioni di Frascarelli sull'ultima PAC.

58 commenti:

  1. praticamente dopo tanti anni di discussioni a tutti i livelli della politica, la nuova PAC è quasi identica alla precedente salvo che ci daranno meno pagamenti diretti e poi qualcuno si stupisce se l'Europa è in decadenza.

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  2. dalla relazione noto con piacere( smentendo voci da me giunte)come pensavo che li titolo base italia risulta se non mi sbaglio 1/3 maggiore rispetto al titolo base sicilia .vedremo i risvolti della convergenza che comunque non ci farà perdere se ho capito bene
    cerealicolo

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  3. i psr prevedono delle misure rivolte alle filiere,promozione alla cooperazione,ecco forse la regione ha l'interesse nella filiera di muovere quella macchina che gli permetta di gestire soldi che normalmente non potrebbe gestire.
    cerealicolo

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  4. speriamo gli usino bene

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  5. un altra pac del cazzo che non incetiva ma seppelisce gli affitti

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  6. Non sono proprio cnvinto che l'EFA sarà rispettato senza difficoltà solo destinando tare e incolti e le varie tipologie indicate. Non tutte le aziende dispongono delle seguenti tipologie di EFA:
    terrazze
    elementi caratteristici del paersaggio
    fasce tampone
    ettari-agroforestali che ricevono sostegno PSR
    fasce di ettari perifierici alle foreste
    superfici a bosco ceduo
    superfici oggetto di imboschimento ai sensi di PSR.
    Dovranno quini necessariamente prendere seminativi sottrarli alla coltivazione del duro e impiegarli nel seat aside (maggese nuda o vestita) o a colture azotofissatrici. Nella piana di Foggia, ma anche nelle aree interne, le aziende che si troveranno in questa situazione sono la maggior parte. Faccio un esempio un'azienda del tavoliere con ettari 40 a seminativo deve destinare 2 ha a EFA. Potrebbe con le tare e gli incolti arrivare a 30 - 50 are e gli restano 1,5 ettari da destinare a maggese o a coltura azotofissatrici (in questo caso circa 2 ha per il coefficiente di conversione pari a 0,7).
    Inoltre dei restanti 38 ettari, solo al massimo il 75% potra essere coltivato a grano (circa 28,5 ha) e 9,5 ettari a due colture differenti di cui la terza deve coprire una superficie almeno il 5% per osservare la diversificazione. In effetti, secodo me nelle aziende cerealicole foggiane in particolare in quelle in asciutto, si arriverà ad una riduzione abbastanza marcata e ad effetto costante nel tempo al contrario dell'art. 68 che era su base volontaria e non obbligatoria. Aspettiamo comunque le disposizioni regionali per capire se ci saranno deroghe al greening. Ad esempio attuazione di misure a valenza ambientale sul PSR come: integrato, minima coltivazione, semina su sodo, interramento paglia etc etc.

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  7. x Svevo
    secondo me visto che sei costretto a diversificare per il primo impegni greening, l'obbligo EFA lo assolvi facilmente...alla fine si tratta di due impegni sovrapponibili, quindi di uno solo...

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  8. Spero sia giusta la tua interpretazione. Io sono convinto che vanno assolti entrambi e che non siano alternativi. Nel senso che le aziende con più di 30 ha devono assolvere all'EFA e poi anche alla diversificazione. Per quello che ho capito dal seminativo togli prima il 5 % EFA e poi devi introdurre altre due colture oltre al grano (il maggese è da intendersi come coltura nel caso in cui ci siano difficoltà ad introdurre la terza coltura). da quello che ho letto sembrerebbe che l'EFA deve ruotare quindi non è facile risolverla con le stesse tare o incolti. Spero che in seguiti vengano fatti degli esempi esplicativi perchè al momento la situazione non è chiara per niente. Altro aspetto non chiaro ma molto importante visto l'approssimarsi della semina è l'aspetto obbligo cartellinato per il premio accoppiato grano duro. A Giugno Luglio la misura accoppiamento PAC prevedeva l'obbligo di seme certificato, ora non si sa ? Nonostante l'informazione mi rimangono ancora molti dubbi. Speriamo di avere un quadro chiari prima della semina.

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  9. Vi consiglio la lettura di questo inserto di Terra e Vita sul greening che contiene anche LE tabelle con i dati per Il calcolo specifico delle EFA.
    http://multimedia.b2b24.it/Flipit/bus_tv__1409121024/megazine/pdf/bus_tv__1409121024.pdf

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    1. ottima segnalazione l'inserto digitale che avevo in cartaceo...continuo a pensare che siano sovrapponibili i due impegni...ma non ho trovato alcun punto dirimente, per cui ben vengano ulteriori integrazioni da parte di chiunque...



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    2. non capisco tutte ste polemiche riguardo al greening e all EFA:sappiamo bene tutti quanti che x fare grano di qualità e quantità bisogna fare le rotazioni,abbiamo vissuto la crisi degli anni 90 e degli inizi del duemila quando x inseguire gli alti premi comunitari sul duro abbiamo se4minato ovunque col risultato di aver visto crollare i prezzi di vendita,di aver aumentato i costi coltivazione e di aver impoverito i nostri terreni,ed ora che ci spingono a fare le rotazioni dandoci un incentivo seppur piccolo,e mettndoci dei vincoli assai blandi..e ci lamentiamo anche!!!suvvia ragazzi,un po di serietà dai

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    3. ma quali polemiche?...io voglio soltanto capire bene, come penso anche Svevo...

      un pò di polemica la faccio con te però
      la diversificazione non c'entra nulla con la rotazione....poniamo che tu hai 50 ettari tutti a grano duro ma che avvicendi ogni anno in alternanza con la leguminosa...ebbene pratichi un avvicendamento assolutamente virtuoso dal punto di vista agronomico, ma non assolvi i nuovi impegni PAC, dunque il greening mi sembra che c'entri veramente poco con le giuste considerazioni che fai.
      Nel complesso credo che la nuova PAC cambierà pochissimo salvo che ci daranno meno soldi ed almeno in Sicilia dove l'avvicendamento art. 68 era molto praticato si tenderà a fare più ringrano di prima.

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  10. caro granduro,riprendendo il tuo esempio,dico che una azienda di 50 ettari,può tranquillamente seminarne 30 a duro,metterne 15 a favino e destinarne 5 ad orzo o avena x esempio senza x questa essere penalizzata,ilsenso del ragionamento di svevo che io non condivido è che sembra quasi che a seminare il duro si guadagni molto di più rispetto ad altri cereali,non è sempre vero anzi spesso è l'esatto contrario e quindi una limitazione o il mantenimento di una superficie a duro di circa 1 milione di ettari a livello nazionale può solo agevolarci,gli unici che probabilmente ci perdono o comunque devono cambiare un po il metodo di gestione delle loro aziende,sono coloro che avendo terreni irrigui gli affittavano ogni anno a pomodoro prendendo cospiqui affitti,ora dovranno decidere se continuare a farlo a discapito del grano oppure no....

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    1. capisco, anche io mi sono abbastanza stupito dall'impostazione di Svevo, però in ogni zona si sviluppano strategie produttive e commerciali differenti ed apparentemente per gli estranei incomprensibili ...
      comunque sia, tornando al nostro discorso, la UE poteva focalizza sulla rotazione piuttosto che sulla diversificazione aziendale...ognuno in azienda sarà libero di organizzarsi il lavoro come meglio crede (per questioni logistiche, di tempo, di costi etc..)...posto che praticherebbe comunque nell'esempio che ho posto una coltivazione agronomicamente virtuosa.
      Qui si corre il rischio almeno al Nord che le aziende siano diversificate ma che non pratichino alcuna rotazione, facendo ritornare sullo stesso terreno sempre le stesse colture.

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    2. diciamo che in questo senso la nuova pac è + liberista del passato:ti dice di mettere 3 colture diverse,ti da la possibilità anno x anno di variarne le quantità in base ai mercati ed alle esigenze aziendali e non da ultimo come dici tu,ci da la possibiltà di destinare x piu anni i nostri terreni migliori alla coltura prevalente e quelli marginali alle altre,ad esempio io destinerò dei terreni poveri e pericolosi da lavorare a maggese nudo seminandolo ogni 2 anni...il problema vero è che gira e rigira da qui al 2019 perderemo un altro 30% dei premi comunitari nonostante le rassicurazioni delle nostre associazioni agricole,di questo ne sono piu che certo

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    3. Seppur da un punto di osservazione nordico ,concordo con Granduro :la virtuosità agronomica e direi anche ecologica/ambientale,nel condurre i terreni .. è soggettiva .Nel senso che quello che vale per i coltivatori ,non è valso per il legislatore e di conseguenza non varrà per il controllore..Sono ammesse monocolture di colture diverse ,rispettando le percentuali di diversificazione annuale,ma non è ammesso destinare l'azienda a colture diverse da un anno all'altro al disotto delle percentuali stabilite tra prima seconda e terza coltura..Probabilmente varrà ai fini dei conteggi la sola coltura presente in campo il 15 maggio di ogni anno .Quindi ai fine della diversificazione e del calcolo dell'EFA,non sono presi in considerazione i secondi raccolti anche se di leguminose e non è previsto in Italia, utilizzare le colture intercalari ( sovesci ,cover crops) ai fini del conteggio EFA.

      Alla luce di ciò ,in attesa delle misure agro-meteo (speriamo in bene)-ambientali dei psr regionali ,destinando poco più del 7% dei seminativi a una di queste specie azoto fissatrici (tabella 6 dell'inserto di Frascarelli ) si rientra giusti nell'assolvimento all'impegno dell'EFA e(per chi ne ha l'obbligo) abbondanti all'impegno della diversificazione colturale della 3° coltura (per cui sarebbe sufficiente il fattore di moltiplicazione 1).
      Tutto sommato mi sembra soluzione più semplice, che andarsi a impegolare ,specie se si è risicati come superfici, in calcoli ( vedi tab 5 e tab 7)che sono pane per gli azzeccagarbugli ,che su queste complicazioni ci campano e un possibile pretesto per farsi bloccare i pagamenti ,con le misurazioni di fossi , siepi ,fasce tampone, alberi isolati etc.a meno di averne in abbondanza ,ma bisogna considerare che una volta censiti ,nessuno ha ancora escluso che bisognerà giustificare nel tempo: la folgorazione o lo sradicamento di un albero isolato ,un tratto di siepe, non più visibili al telerilevamento, che come si è visto negli anni passati, a volte ha il metro elastico e i punti fiduciari ballerini, specie... secondi i soliti maligni... quando gli enti pagatori sono a corto di cassa..e le agenzie di controllo in cerca di occupazione.

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  11. • Nessun intento polemico anzi, vorrei solo capire confrontandomi con gli altri, a due mesi dalla semina, la nuova PAC per compiere le scelte più giuste. Proprio il confronto con grano duro ha fatto emergere un dubbio interpretativo non di poco conto che influenza la quantità di superficie da destinare alle varie coltivazioni.
    • Il primo dubbio è il seguente:
    • se si utilizza una specie azofissatrice (nel nostro caso è il favino) come 2 o come 3 coltura (in quest'ultimo caso arrivando almeno al 7%) assolvo contemporaneamente all'obbligo EFA o devo comunque destinare un 5% della superficie seminativa totale a prescindere dall'obbligo della diversificazione ?
    • Inoltre mi piacerebbe avere una risposta anche alle seguenti domande:
    • dobbiamo ordinare grano da seme cartellinato o possiamo utilizzare il non certificato senza rischiare di perdere il premio accoppiato ?
    • le misure 214, in particolare l’azione 2: miglioramento della qualità dei suoli, come l'interramento della paglia o l'utilizzo degli ammendanti organici abbastanza diffuse nelle nostre zone, consentono di andare in deroga agli obblighi greening;
    • se si ricevono già premi su queste misure ambientali il greening si somma o bisogna scegliere tra le due possibilità creando competizione tra pratiche ambientali meno incentivate, ma sicuramente più valide ?
    • Ho provato a fare queste stesse domande ad alcuni tecnici e ad alcuni referenti PAC delle organizzazioni di categoria e nessuno mi sa ancora dare delle risposte precise. Forse, al momento, ne sappiamo più noi nonostante i dubbi interpretativi. Da qui la mia "insofferenza" legata molto probabilmente al primo anno di applicazione. Certo condivido pienamente che il problema vero è il taglio medio del 30%, ma ormai lo abbiamo “preso” quindi è inutile starci a pensare più di tanto, dovevamo farlo prima, ora invece è meglio concentrarsi sulle scelte della semina 2014 che sono fortemente condizionate da una PAC ancora ignota per la maggior parte degli agricoltori.
    • Ora per quanto riguarda la mia personale valutazione sul greening, trovo il sistema molto poco liberista e comunque meno flessibile rispetto al passato art 68, nel senso che limita fortemente la liberta di scelta dell'imprenditore introducendo obbligatoriamente una terza coltura in zona collinari in asciutto dove si fa fatica a inserire la seconda (è solo una necessità per far riposare il terreno) e non permettendoti di spingere quando è il momento più opportuno sulle colture più redditizie.
    • I prezzi del tenero e dell'orzo sono veramente poco interessanti al momento; rimane forse l'avena che però è pur sempre una specie sfruttante non molto idonea come alternativa al grano se l'esigenza è quella di far recuperare fertilità al terreno. Inoltre anche il favino che, sicuramente nelle nostre zone diventerà la 2 coltura presenta dei problemi se si ritorna ogni due anni; per esperienza diretta l'ideale è far passare almeno tre - quattro anni altrimenti spesso la fa da padrona l’orobanca e nonostante il diserbo per le graminacee i terreni si riempiono di infestanti creandoti problemi nell’anno successivo.
    • Comunque alla fine penso che nel mio caso (stiamo parlando della provincia di Foggia azienda cerealicola orientamento prevalente grano duro su seminativi in asciutto, zone di bassa collina con alcuni terreni un po’ pesanti che tendono al ristagno nelle annate più piovose senza pascoli e boschi da utilizzare nel calcolo EFA) adotterò le seguenti scelte:
    • grano duro come prima coltura almeno sino al massimo consentito;
    • seconda coltura favino sino al massimo consentito;
    • terza coltura maggese;
    • EFA altro favino o se l’interpretazione di grano duro è giusta, dovrei già esserci già dentro scegliendo favino come seconda al 20%, senza stare a fare tutti quei conteggi assurdi per recuperare poi al massimo mezzo ettaro di seminativo.

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    1. mi sembra che hai riassunto bene i tuoi (nostri) dubbi...se ti va lo possiamo pubblicare come post autonomo (se vuoi puoi mandarmi un testo ad hoc alla mail) e lanciare una discussione sui dubbi della nuova PAC.

      Da parte mia ne rilancio un altro: ipotizzando una azienda che si è impegnata con art.68, avvicendamento biennale, ma che non è diversificata...ovvero diciamo che un anno seminava tutto grano (o comunque più del 75%) e l'altro leguminosa...tenendo conto che sembra obbligatorio assolvere agli impegni art.68 anche nella corrente annata 2014/2015,
      http://granoduroitalia.blogspot.it/2014/05/avvicendamentoimpegno-da-rispettare.html

      come potrà l'azienda concludere gli impegni art.68 ed ottemperare contemporaneamente all'impegno diversificazione della nuova PAC?

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    2. All'associazione agricoltori (zona foggia) mi hanno consigliato, nel mio caso, di fare una revoca dell'art 68. Nel mio caso, doveva essere il primo, poichè l'avevo fatto con la speranza di incrementare la base del titolo.

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  12. Questo è un caso abbastanza complicato perchè sembra che chi vuole beneficiare dell' art 68 non può prendere i premi accoppiati ....(nei “pagamenti ricevuti” rientrano i pagamenti dell'art. 68 ad eccezione dei premi per le assicurazioni, purché i settori pertinenti non ricevano il nuovo sostegno accoppiato della Pac 2014-2020). Conosco diversi casi di agricoltori che l'anno scorso nella speranza di far lievitare l'importo del titolo (rientra anche il premio sul 68) pur avendo seminato il 100% di grano hanno indicato l'art 68 al momento della domanda ed ora si trovano nella condizione di dover scegliere tra rimanere nel regime 68, perdendo il premio accoppiato per il prossimo anno seminando il 100% di favino o rinunciare se è possibile. Ho sentito un collega che sta verificando la possibilità di rinunciare con una domanda di rettifica per rimaner libero sulla semina e non perdere l'accoppiato per il prossimo anno. Anche qui c'è da elaborare un quesito che potremmo rigirare alle varie redazioni (informatore Agrario, Terra e Vita etc.). Mi riprometto appena ho un pò di tempo di elaborare un elenco di quesiti anche con la vostra collaborazione per avere informazioni certe da utilizzare.

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    1. E' il mio caso...pensavo di poter recedere tranquillamente, ora invece mi spavento un po!!

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  13. io mi trovo in una situazione simile,parrebbe....e ripeto parrebbe.....che si può sempre intervenire sulla domanda pac 2014 eliminando una parte o tutto il premio art 68 richiesto,e quindi chi si trova in una situazione come da voi prospettato,dovrebbe eliminare una parte dell'art 68 richiesto x rientrare nei nuovi parametri che x ovvie ragioni non sono derogabili....mi è stato detto dal funzionario cia che il 24 avranno l'ultimo incontro a roma a riguardo delle ultime novità,vedi il cosiddetto "insperato guadagno" venuto alla luce giusto pochi giorni fa,presumo che verrà chiarito l'obbligo del cartellino e il valore definitivo del nuovo premio accoppiato grano duro ed altro,poi da fine mese faranno delle assemblee chiarificatrici in vari paesi tra cui il mio,mi riprometto di tenervi informato non appena ne saprò di più.

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  14. misura 214 azione 2 mi pare di non averne mai sentito parlare in Sicilia.Cosa prevede o prevedeva?
    Riguardo al fatto che l'ex titolo( per dirla così) dimuirà del 30% questo riguarda voi pugliesi(convergenza negativa)e non noi Siciliani (convergenza positiva)Ciò che dispiace è che a fronte di questo frangente penso che i nostri titoli non aumenteranno del 30%, Non so quanto di quello che perdete voi andrà a noi(forse niente)
    Per il resto tutte domande tecniche importanti che vanno lette non dimenticando che l'accoppiamento è rimasto anche se non ne conosciamo ancora l'entità(regione non dormire).a quanto pare è incentivata l'agricoltura che normalmente pratichiamo nella sicilia interna diversificazione-avvicendamento-EFA; se vogliamo per noi la novità è la terza coltura.
    La libertà della nuova pac è limitata rispetto la ex,nella prima per avere più libertà dovevi rinunciare all'art 68, nella seconda devi rinunciare al greenig e al nuovo premio accopiato(non penso convenga)
    Per i quesiti intorno l'art 68 credo non si pongono,giorni fa un noto conoscitore pac ha detto che il nuovo sistema dovrebbe partire "tabula rasa"
    cerealicolo

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  15. cerelicolo,secondo tue notizie applicheranno una specie di "condono" riguardo all art 68 attivato nel 2014 senza "trascinamenti nei nuovi impegni??? se è così ,è una notizia importanteperaltro sarebbe una norma di buon senso anche perchè non si capisce perchè dovevamo rispettare il vincolo biennnale e prendere i soldi solo x un anno,ma si sa ,i nostri burocrati seguono logiche diverse da noi comuni mortali....

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  16. A noi in puglia è stata attivata nell'ambito dell'asse 2 tra le misure agro ambientali ed è finalizzata al miglioramento della qualità del suolo. Io personalmente ho aderito a quella relativa all'interramento della paglia (obbligo a trinciare la paglia e interrarla a patire da settembre con aggiunta di unità di azoto anche minerale circa 40 - 60 unità di azoto ettaro). Il premio è di 64 €/ha pari grosso modo alle spese per attuarla. Il problema è ora per me valutare se è compatibile con il premio greening o devo rinunciare al premio della misura restituendo i premi percepiti sinora (cosa non semplice visto che è un impegno quinquennale e sono la secondo anno).

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    1. misura eccezionale evidentemente i burocrati-funzionari della regione puglia sanno essere più vicini ai suoi cerealicoltori,credo che la misure non sia incompatibili con il greenig anzi lo rafforza (è come per il biologico) e i premi andrebbero sommati e se poi dipende dalle scelte della vostra regione penso siate in buone mani
      Altre misure interessanti per voi quali sono?
      cerealicolo

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    2. Svevo, per quanto riguarda la 214, e riguardo all'apporto di urea, quanti kg ne metti per ettaro??

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  17. oggi mi hanno scaricato il carburante agricolo , perchè ogni volta che lo si fa non pubblichiamo a quanto l'ho abbiamo comprato?
    90cent/l prezzo ivato 23/09/2014
    cerealicolo

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  18. finalmente previsione di pioggia ,nel nostro areale si registra l'estate più calda e aggiungerei meno piovosa dal 1880, ultima piovosità subito dopo la trebbiatura questo sta ritardando le lavorazioni insieme all'incertezze sulla nuova pac e specialmente sull'obbligo della diversificazione e accoppiamento, chissà se alla fine si potrà considerare il maggese nudo o vestito come cultura o se dovremmo fare scelte poco imprenditoriali in quei terreni marginali dove il maggese rimane l'unica soluzione valida
    cerealicolo

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  19. la misura 214 azione 2 pugliese: ottima misura antincendio,ottima misura "azotante",ottimo modo per sfruttare la paglia senza inimicarsi gli allevatori vicini che altrimenti potrebbero vedere nel gesto uno sgarbo(con che cosa dobbiamo anche confrontarci,con comportamenti arcaici che comunque vanno" rispettati" per il buon e quieto vivere rischio vedersi bruciato il proprio raccolto ),buon premio(lo chiamerei di accopiamento alla paglia )misura che potrebbe dare più respiro al mercato della paglia(quest'anno non la volevano nemmeno regalata)
    cerealicolo

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  20. Per chi volesse approfondire la misura 2.14 azione 2 sub b può trovare le informazioni a questo link
    http://svilupporurale.regione.puglia.it/portal/pls/portal/PSR_PORTALE.DYN_ASSE_MISURE_AZIONI.show?p_arg_names=id_asse&p_arg_values=2&p_arg_names=id_azione&p_arg_values=11
    Faccio presente che rispetto a questo documento, sono intervenute delle modifiche nell'anno successivo di applicazione che consento anche l'utilizzo di N inorganico (inizialmente era previsto solo organico nella misura di 1kg di azoto per quintale di paglia). Questa indicazioen lascia un pò a desiderare, perchè non avendo indicato una resa media di paglia ettaro, che da noi è intorno al massimo ai 20 q, prudenzialmente si utilizza un qunitale di urea quindi 46 kg ettaro molto di più del necessario. Purtroppo nel regolamento questo aspetto è rimasto indeterminato come se uno dovesse valutare da solo i quintali di paglia prodotti. Comunque quel che resta è la concimazione perchè i soldi si spendono tutti: trinciatura alla raccolta 5 - 7 € /ha, urea 35 - 37 €/ha + spese distribuzione. Alla fine soldi in tasca non ne restano ma ci sono vantaggi ambientali notevoli per il sequestro di sostanza organica e quindi di CO2 nel terremo. Non vorrei però trovarmi nella situazione di dover scegliere tra il premio greening e il premio di questa misura. Devo fare ancora questa verifica. Vi tengo aggiornati

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    1. Premesso che (come già l'altra volta) mi devo complimentare con più persone per aver fatto un ottimo lavoro e per aver trovato informazioni importantissime di cui nessuno parla (bravi!!!), mi vorrei soffermare un po' su questa misura 2.14 che mi interesserebbe non poco peché non è molto distante dalla mia prassi agronomica...

      La mia prima osservazione è che questa storia del "1kg di azoto per quintale di paglia" è una totale assurdità... ma chi l'ha partorita? Uno che pensava che l'agricoltore si mette lì a raccogliere la paglia, pesarla, e poi ridistribuirla sul campo? Robe da pazzi....

      Strana anche questa cosa dover aspettare settembre... dalle nostre parti (abbastanza ventose) del trinciato a settembre non rimane praticamente più nulla perché si è disperso tutto... che senso ha?

      E per finire, la quantità di paglia in base alla mia esperienza dipende molto dalla varietà (soprattutto dalla taglia del culmo...) quindi che si fa? Per ogni appezzamento si deve calcolare la dose di azoto da distribuire? C'è da diventar matti...

      Comunque ritengo che in ogni caso questa pratica possa essere abbastanza vantaggiosa, in certe situazioni.

      Svevo, tienici davvero aggiornati, mi raccomando!

      Saluti a tutti,
      orzo

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    2. Bisognerebbe aspettare i nuovi Psr perchè al momento non è possibile attivarla...

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  21. Riguardo la stessa misura in associazione non mi hanno assolutamente detto nulla in merito all'incompatibilità con il greening, mentre per l'incompatibilità con l'art.68 si!!

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  22. Granduro provo a rispondere alla tua domanda.
    La nuova PAC individua come rilevanti due anni di riferimento: il 2013 e il 2014. La posizione dell azienda in questi due anni è fondamentale per decidere se, e come, l'azienda entra nella nuova PAC nel 2015.
    Se acquisti i terreni con titoli adesso non avrai su quelle sup. il riferimento della D.U. 2013 e D.U. 2014; tuttavia potrai ottenere i nuovi titoli inserendo nel contratto di compravendita con clausola di trasferimento del diritto a partecipare acquisito dal venditore nel 2013.

    Peppe G.

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  23. non ho capito bene Peppe G.sostieni che chi compra dopo D.U 2014 se previsto nell'atto ,ha un diritto di alienazione del titolo nel 2015.(ma nel frattempo conviene non inserire i terreni nel fascicolo si o no?) E nel caso di trasferimento di azienda si procede allo stesso modoes... azienda a recede dal contratto di comodato ; terreni e titoli devono essere trasferiti al comodante 1)si può prevedere nel contratto di rescissione?(non penso)e comunque si dovra aspettare il 2015 non so che mese per poter peresempio partecipare a misure agro-ambientali con i terreni in questione.Booo mi sa che navighiamo in alto mare.Personalmente io ho inserito l'alienazione dei titoli alla vecchia maniera specificandoli per codice(spero non li perda,se così fosse le incertezze della pac mi hanno fatto fare un cattivo affare)
    cerealicolo

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  24. nel caso di comodato, da quello che ho letto, mi sono fatto l'idea che i titoli rimangono al comodatario e non sia possibile trasferirli al comodante.

    Nel caso di compravendita io mi comporterei come ha fatto Cerealicolo, ovvero inserendo nell'atto anche il trasferimento dei vecchi titoli con relativo codice (cioè alla vecchia maniera)...i nuovi titoli derivano dai precedenti dunque se il venditore li cede (ed ancora al momento dell'atto risultano nella sua disponibilità), l'acquirente dovrebbe guadagnarsi il diritto ad ottenere i nuovi del 2015.

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  25. Per maggiori ingormazioni la base normativa è il DM MiPAAF, art. 9; Reg. 20 e 21 del Reg. 639/14; art. 4 e 5 Reg. 641/14

    Peppe

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    1. Ok, grazie ora sei più chiaro....me li studio un pò....

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  26. sul trasferimento titoli la boiata del guadagno insperato

    http://www.agricoltura24.com/pac-se-il-guadagno-e-insperato/0,1254,54_ART_8664,00.html

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  27. secondo articolo di Frascarelli su Terra e Vita 34/2014 non sarebbe richiesto uso di semente certificata per percepire misura accoppiata grano duro

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  28. alcune risposte ai nostri interrogativi
    http://www.agricoltura24.com/ma-cos-e-questo-greening/0,1254,54_ART_8680,00.html

    l'EFA a leguminose assolve anche all'impegno diverisificazione.

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  29. Ottimo, due dubbi in meno !
    In un articolo di fine Giugno, riportante la dichiarazioni di Assosementi, c'è la conferma che al momento nulla è stato definito e che quindi ad oggi non c'è nessun obbligo.
    http://www.informazione.it/c/98396DA0-04BD-45F9-9F8E-46278D6878F0/Assosementi-continua-anche-nel-2014-la-flessione-della-produzione-di-sementi-certificate-de-grano-duro

    ....“Se vogliamo salvaguardare la qualità e l’identità del grano duro nazionale – ha continuato Brazzabeni – occorre attivare tutte le misure di politica agraria che sono disponibili, a partire dagli aiuti della nuova PAC 2014-2020, dove è stato deciso un aiuto accoppiato al grano duro, mentre nulla è stato ancora previsto per l’impiego del seme certificato.”

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    1. Sapendo come vanno le cose in Italia, c'è i rischio che l'obbligo di seme cartellinato ce lo comunicheranno il giorno prima che si debba seminare... o addirittura dopo che hai seminato, così che non sai più che pesci pigliare...

      Sono talmente inefficienti e disastrati che non riescono nemmeno a star dietro alle pressioni delle lobby!!!
      orzo

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    2. Penso che per quest'anno è proprio impossibile per il semplice fatto che dovrebbero legalizzare una truffa in quanto manca il seme certificato e non saprebbero proprio dove andarlo a trovare a meno che ..........
      Comunque quest'anno ho deciso di provare un pò di nuove varietà per cui credo che utilizzerò almeno un 50% di semente certificata e un 50 % di reimpiego a prescindere dall'obbligo PAC. sarebbe interessante un sondaggio sull'uso del seme per vedere quanti utilizzeranno comunque certificato nella prossima annata agraria.

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    3. Bè, io in passato sul seme certificato ho visto succedere cose strane (credo che più o meno quello che tu indichi con .......... )
      Ecco perché ultimamente ho cambiato, ho trovato un rivenditore un po' più serio. Non so se anche gli altri nel frattempo si sono evoluti... però ricordiamoci che siamo in italia, impossible is nothing!
      orzo

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    4. devo corregermi quando ho detto che il sistema partirà tabula rasa ,bisogna rispettare l'avvicendamento, gli obblighi art.68 rimangono per l'anno a venire con tutti i dubbi che avete già sollevato.per cui ci saranno aziende libere dall'avvicendamento ex art 68 perchè si è concluso il biennio e altre obbligate perchè sono al primo anno di impegno(con tutti gli interrogativi che esso comporta).Confermo che non ci sarà l'obbligo del seme certificato per percepire il premio accopiato sii neanche per il grano duro(vedremo la reazione di assosementi ).Personalmente apprezzo l'uso del seme certificato quello buono; però se non esiste obbligo comprerei del seme di primariproduzione per il reimpigo e di seconda (ma sempre buono (conciato e con alta germinabilità)per l'ammasso.L'anno dopo comprerei solo del seme di prima-riproduzione o pre-base (a meno che i sementieri fanno cartello per non farti avere le prime e le pre-base e credo che finirà così)
      cerealicolo

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  30. convegno 4 ottobre in pro.se.me nuova pac relatore.prof.Angelo Frascarelli.Proviamo a riepilogare i dubbi emersi:
    1)trasferimento titoli (dopo domanda di semina 2014)vi rientrano:a)compravendite terreni. b)trasferimento di azienda.c)rescissione di contratto di comodato.........
    2)obbligo del cartellino(sembra non esserci)
    3)premio accopiato ed ex art 68
    4)isola ecologica (se può essere soddisfatta rispettando il greening attraverso le leguminose(azoto-fissatrici)
    5)in Sicilia quali benefici dalla convergenza?
    6)Le sembra corretto il divario in termini di primo pilastro( aiuto al reddito) che la sicilia vanta rispetto alle altre regioni italiana
    Se vi sono altri dubbi prego farmeli presente grazie
    cerealicolo

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    1. ottima iniziativa...dopo l'evento magari mi mandi un testo che lo pubblichiamo ad hoc.

      provo ad integrare i tuoi opportuni dubbi:
      1) trasferimento titoli dopo il 2015 a regime ordinario, sarà possibile? e come?
      2) sembra non esserci più l'obbligo per il nuovo premio accoppiato, ma per chi deve chiudere l'avvicendamento art.68 (che prevedeva l'uso del cartellinato) anche?
      3) ci saranno per caso vincoli o impegni di altra natura (decisi dalle rispettive Regioni) nel nuovo premio accoppiato, come contratti di filiera?
      4) ok, ma mi pare risolto secondo quanto abbiamo letto sopra nell'articolo linkato.

      Al momento non mi viene in mente altro.

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  31. il docente Frascarella ha dato oggi risposta ha qualche dubbio da noi sollevato.In merito agli effetti della nuova pac non ha voluto esprimere nessuna opinione ma dal suo discorso si capiva bene che hanno complicato fin troppo le cose e che i poteri forti alla fine la spuntano sempre soprattutto in europa e questo in particolare modo in riferimento alla convergenza.Parole sue "da quando ho saputo che la convergenza(parziale) si attuerà con il metodo irlandese ,da quel giorno mi fanno antipatia gli irlandesi . Poi a spiegato come già 10 anni fa la Germania si fosse adoperata per una convergenza sua interna e che oggi ogni agricoltore tedesco percepisce gli stessi aiuti al reddito noi se è vero ci arriveremo al 2024.Poi come noi abbiamo fatto ha voluto attenzionare che per la Sicilia i psr hanno un'importanza superiore rispetto alle altre regioni (anche perchè abbiamo meno aiuti al reddito)e ha aggiunto che le scelte aziendali sifanno con criteri imprenditoriali marcando l'importanza dell'organizzazione aziendale e della competitività(facendo l'esempio dell'aquisto macchine agricole che non sempre corrisponde a scelte ponderate ove l'ammortamento e il senso dell'investimento non vengono al primo posto(dico io: compriamo spesso delle macchine grosse più delle nostre esigenze ,necessità così come quando le cambiamo spesso non lo facciamo per una reale esigenza ma per il gusto di partecipare al psr e avere una macchina nuova (a costo 0 --se è vero ciò che sento dire)torniamo al nostro discorso cercando di dar risposta ai quesiti:
    1)i titoli dopo il 2015 si potranno trasferire liberamente così come si faceva prima (naturalmente devono essere legati al terreno)
    2)per chi deve ancora soddisfare l'obbligo ex art 68 sembrerebbe rimanere l'obbligo del cartellino ma non per gli altri
    3)il maggese (vestito)è riconosciuto come cultura
    4)per chi ha azionato misure agroambientali come biologico o la "decennale" e altre dove il greening risulta una sorta di "ripetizione" si prevede una decurtazione del premio agro-ambientale(..mi sembra di avere capito così)
    5)il mancato guadagno ( non l'avevo capito) questo dovrebbe riguardare tutti coloro che per qualche motivo(speculativo e non speculativo ),si ritrovano oggi con più titoli rispetto agli ettari di terreno che detengono;bene nella riassegnazione dei titoli il 50%dei titoli in esubero verrà plasmato nei titoli-ettari posseduti l'altro 50% finirà alla riserva nazionale.....(inizialmente mi pareva che i titoli in esubero dagli ettari posseduti si perdevano interamente invece se ne recupera il 50%
    -notizia la 2024 dovremmo tutti percepire lo stesso titolo pari a 320 euro che è l'attuale titolo medio regione unica italia
    Non è stata sollevata una domanda ovvero chi potrà accedere alla riserva nazionale?penso che la risposta è ovvia ,il sistema per essere coerente li potrà assegnare solo ai giovanissimi imprenditori agricoli,chi si dovrà insediare(coloro che non hanno fatto domanda di semina nel 2013-2015)mentre ogniuno di noi avrà spalmato i soldi del 2014 per tutti gli ettari e non trovandosi senza titoli non potrà accedere alla riserva nazionale. spero di non essere stato contorto
    cerealicolo


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  32. Grazie Cerealicolo
    molto interessante ed abbastanza chiaro tutto ciò, sei senz'altro il lettore siciliano che partecipa più attivamente al blog, ed apprezzo molto i tuoi interventi.
    La prossima volta però invia il testo della tua corrispondenza alla mail del blog, che diamo una aggiustata alla forma, in modo da valorizzare il contenuto e lo mettiamo in bella evidenza in un post singolo.

    In merito ai punti riportati:
    1) non ho capito soltanto cosa accade per i terreni eventualmente acquistati tra la domanda 2014 e la 2015...qualcuno dice che i titoli vadano interamente persi...mentre Peppe G ci ha indirizzato verso un regolamento UE che invece sembrerebbe consentire il trasferimento...ma devo dire la verità non lo ho letto con attenzione per pigrizia, visto che non sono interessante direttamente alla questione.
    Frascarelli ha detto qualcosa in merito?

    2) come sembrerebbe? Sembrerebbe perchè la riunione era in Proseme e Frascarelli ha voluto essere compiacente sulla questione del cartellinato?
    Oppure non si chiarisce mai nulla definitivamente in Italia per principio (scusa ovviamente non l'ho con te)?

    5) occhio alla soglia di 1000 €, al di sotto della quale non si applica il guadagno insperato...consiglio chi è interessato dalla norma di farsi 4 conti prima della domanda 2015.

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  33. riguardo alle compravendite realizaate in questi mesi mi è parso di aver capito che verrà effettuata nei prossimi mesi da agea una ricognizione preventiva nella quale ci invierà la nostra situazione ai fini della pac,in quella circostanza se sono intervenute variazioni in acquisto o vendita potremo comunicarle x aggiornare il fascicolo aziendale e ricalcolare il valore totale dei nuovi titoli,io nel dubbio,dico che sarebbe meglio in caso di compravendita,posticipare l'atto a dopo il 15 maggio 2015 x trasferire così i nuovi titoli e non i vecchi

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  34. per i terreni acquistati dopo domanda 2014 se è previsto nell'atto i titoli non si perdono ,dovrebbe accadere quello che prospetta giovanni; Frascarelli sostiene che li possiamo sin da ora inserire nei fascicoli...speriamo di non assistere a brutte sorprese.
    L'obbligo del cartellino rimane per chi deve ancora assolvere l'impegno dell'ex art 68 il prof.non ha mostrato compiacenza verso i "poteri forti"e mi ha dato un' ottima impressione in termini di onestà intellettuale soprattutto la dove mensionando il sistema tedesco si è mostrato favorevole alla convergenza totale metodo dichiarato da tanti(le lobby economicamente più forti e dalle associazioni di categoria)come rivoluzionario
    non riesco a trovare il regolamento di cui parlava Peppe G
    non capisco il ragionamento sul punto 5
    cerealicolo

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  35. Giovanni buono il consiglio che dai ma non sempre attuabile.
    cerealicolo

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  36. leggi bene le deroghe al guadagno insperato
    http://www.agricoltura24.com/pac-se-il-guadagno-e-insperato/0,1254,54_ART_8664,00.html

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  37. un punto importante a mio avviso non è ancora ben chiaro:quanti e quali psr regionali si possono sommare agli aiuti diretti pac...mi spiego meglio:in linea teorica qui da noi in basilicata dovrebbero uscire i psr legati alla semina su sodo alla produzione integrata e\o biologica,in linea teorica parliamo di circa 200 euro ettato x il sodo e 180 x l'integrato,ma sono fortemente scettico circa la possibilità di cumulare questi soldi con il greening ad esempio...voi ne avete capito qualcosa di più su questa faccenda?

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  38. I terreni a pascolo sono obbligatori e da considerarsi separati dal seminativo?nel senso che se ho 100 ha di terra posso considerare\ la semina di 3 colture più l'efa su 95 ha o su 100ha? Ho anche del maggese tra le tre colture

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