venerdì 29 agosto 2014

L'accordo quadro sulla filiera cerealicola della Regione Siciliana

Bene, Cerealicolo (un recente ed informato lettore siciliano del blog) ci ha inviato la bozza dell'accordo quadro sulla filiera grano duro che potrebbe essere operativo per la prossima campagna. Seppur con un certo scetticismo, visto che ne circolano bozze da almeno 7-8 anni, andrebbe letta con attenzione...almeno per quanti di noi operano in Sicilia e fossero potenzialmente interessati.



Pigiare sulle immagini per ingrandire:













Le mie considerazioni sull'accordo

1) Art. 8, punto 1: si fa riferimento alla categoria fino ISMEA delle piazze di Catania e Palermo, ma ad oggi l'ISMEA non chiarisce quali siano i parametri che contraddistinguono il fino siciliano, come le altre categorie di riferimento....dunque andrebbe chiarito, nel contratto, cosa si intende esattamente per grano fino, in termini di proteine, peso ettolitrico, etc...

Sempre nello stesso punto del contratto, le modalità di pagamento sono troppo rigide (una sola opzione) e dilazionate nell'arco di 1 anno. Ma hanno scambiato l'agricoltore per una banca?

2) non si capisce se il premio qualità viene calcolato sulle singole partite conferite o sulla media dell'intero raccolto aziendale. Su alcune appezzamenti e con alcune varietà sarebbe possibile raggiungere più facilmente elevati contenuti proteici...sull'intera superficie aziendale, invece, è molto più complicato. Andrebbe chiarito l'aspetto...perché questo famoso premio, che peraltro parte da tenori proteici molto elevati, potrebbe anche rappresentare una specchietto per le allodole.

3) Come già scrissi a fronte di un prezzo garantito non trascurabile (ma siamo sicuri che sia sostenibile questo prezzo garantito?)  non si fa nulla per eliminare lo spread tra il prezzo del grano duro siciliano e quello peninsulare...continuo a non capire perchè a fronte di una pasta che costerà di più e con caratteristiche qualitative e commerciali in teoria eccellenti, il grano siciliano dovrà ancora essere commercializzato almeno 3 €/q in meno di quello pugliese.

4) L'art. 16 rende incompatibile qualsiasi mia adesione al progetto...il mio prodotto è frutto di onesto lavoro e dignitosi sacrifici...per come la vedo io la "Regione Siciliana" è indegna di promozionarlo. 


22 commenti:

  1. per quanto riguarda le modalità di pagamento pensa che inizialmente avevano previsto 12 mensilità( non siamo mica impiegati regionali!).
    Per il resto la pensiamo allo stesso modo, certo se pensiamo al nostro mercato locale,"chiu scuru di mezza-notti nun po fari" l'accordo rappresenta un punto di partenza per iniziare a ragionare-lavorare ed essere pagati secondo la qualità del nostro prodotto(attualmente e come se tutti producessimo mercantile)
    Poi potrebbe servire ad allontanare le camere di commercio come borsa riferimento e affermare ismea come prezzo ufficiale siciliano
    A ben vedere i punti di forza dell'accordo sono aspetti che ci fanno recuperare solo rispetto all'atteggiamento fraudolento operato dai commercianti,mulini,pastai e non valorizzano il nostro grano siciliano

    Hai nostri cari pastai sempre in cerca del grano proteico vorrei chiedere quanto pagano lo stesso fuori dall'isola (visto che come dicono qui non c'è ne e quello che c'è non è disponibile perchè non si differenzia).Secondo me non lo pagano meno del fino dell'accordo compreso la maggiorazione.In altre parole quanto costa ai mulini e pastai siciliani comprare un 12,5-13%di proteina compreso di trasporto se lo stesso deve arrivare dalla puglia,dalla francia o dal canada?
    Bravi volete organizzarvi meglio-in loco gli approvigionamenti magari pagandoli a buon mercato
    Ora se è vero che la Puglia fa scuola nel settore (cosi dicono soprattutto quando devono decurtare centesimi al prezzo del nostro grano)dovrebbe venire naturale portare la categoria del fino a 12%proteina visto che cosi fa Foggia ma questo darebbe centesimi al prezzo del nostro grano.
    Comunque tornando all'accordo lo stesso dovrebbe prevedere al meno 1 -2cent/kg per l'adesione e i costi aggiuntivi che potrebbe portare l'applicazione del disciplinare di produzione (Sostengo più costi per raggiungere la proteina in tutti i terreni ma la ottengo solo in alcuni).

    Cerealicolo

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    1. forse tra altri 7-8 anni vedremmo nascere la cosa ,nel frattempo quante aziende chiuderanno a causa del deficit di partenza rispetto alle aziende delle altre regioni?Giovanni La Via se puoi affretta i tempi

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  2. concordo con l'analisi di Cerealicolo, l'accordo non valorizza il grano siciliano rispetto a quello delle altre Regioni, anche se il nostro grano verrà differenziato con parametri anche più rigorosi delle altre piazze e con valori di micotossine minori rispetto al mercato (ma la scusa non era che il nostro grano era deprezzato a causa del fatto che fosse venduto alla rinfusa?)...ed allora quale sarebbe il vantaggio di questo accordo? Limitare l'atteggiamento fraudolento degli acquirenti (tutti malandrini?non esageriamo) ?...Suvvia a guardarsi intorno con attenzione si trovano soggetti che acquistano già a condizioni simili se non migliori....ad esempio proprio su questo blog lessi tempo fa una proposta di contratto di filiera che non mi sembrava peggiore dell'accordo qui sopra ed era perfettamente funzionante...insomma non mi sembra il caso di scomodare La Via se non si affrettano i tempi, se non forse per chiedergli come mai si propone un accordo a livello istituzionale nel quale il grano siciliano continuerà ad essere pagato verosimilmente ai prezzi più bassi d'Italia...

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  3. di quale proposta di contratto di filiera parli? quante filiere esistono in sicilia? io personalmente conosco solo una filiera in sicilia organizzata dal consorzio del nord est (paradosso)e poi c'è pan-dittaino ma quella è una filiera a numero chiuso, aperta ai soci e non ai non soci,
    Crisma non lo mensiono perchè ne ho sentito parlare solo male

    cerealicolo

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  4. si era il contratto del CALV...http://durodisicilia.blogspot.it/2012/09/un-contratto-di-coltivazione-in-sicilia.html

    tuttavia in Sicilia esistono altre filiere minori legate a piccole realtà locali, oppure le filiere legate alla produzione di seme certificato.

    inoltre alcuni produttori tra i più organizzati vendono direttamente ai pastifici o ai mulini e spuntano prezzi abbastanza superiori alle quotazioni ISMEA anche se con tempi di pagamento abbastanza lunghi.

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  5. sembri ci siamo,domani incontro assessorato per la sigla .Speriamo apportino qualche modifica per quanto riguarda le sorti del buono mercantile.Dal blog pochi spunti,suggerimenti(se non per la dritta su come si opera per garantire un prezzo minimo,-mi riferisco al caso barilla..........)
    Cerealicolo

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    1. Cerealicolo

      il primo problema siculo da risolvere è lo spread di prezzo con il resto d'Italia a mio avviso...per anni ci hanno detto che ciò era dovuto al fatto che il nostro grano non è differenziato e quindi nel complesso di qualità minore rispetto a quello peninsulare...ora tuttavia la Regione Siciliana propone un contratto di filiera dove è prevista una differenziazione molto rigida del nostro grano (addirittura con parametri più vincolanti, vedi micotossine) eppure il prezzo base del nostro grano (fino, buono mercantile) sarà sempre inferiore a quello peninsulare....ecco dunque prima di fare proposte qualcuno dovrebbe spiegarci perchè il grano siculo a parità di parametri commerciali vale meno del resto d'Italia...
      Qualcuno dovrebbe spiegarci perchè si consente alla CCIAA di Catania, commissariata dalla Regione Siciliana al momento, di continuare a dare i numeri in favore dell'agro-industria.
      Dunque suggerisco alla Regione Siciliana di sanare (o almeno analizzare ed indagare) le evidenti storture del sistema....poi fatto ciò potrà anche lanciarsi nei consueti voli pindarici.

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  6. ci troviamo più che d'accordo. I contratti di filiera capitanati dal quadro" Siciliano "per me agricoltore devono servire quantomeno a togliere l'ingiusto spread di prezzo che dobbiamo subire.Ora a parere mio ciò si è ottenuto per la sola categoria del fino(ISMEA +5cent/kg=finopugliese+2cent/kg(se è vero che i pastai comprono fino in puglia esce fuori l'ho stesso prezzo che pagano a loro compreso il trasporto,miiiiii che sforzo fanno i nostri cari pastai e in più a km 0......polemiche a parte.Secondo varie spinte capitanate dall'agro-industria si vuole creare il "marchio"solo per questa categoria di grano.SSSSbagliato, se dobbiamo chiudere la forbice dobbiamo farlo anche per le partite di grano buono-mercantile secondo il suo "valore d'uso"(un marchio di grano duro sicilia destinato alla produzione di pane,biscotti,ecc...)con un premio magari di 3cent/kg
    Parliamoci chiaro :quanto inciderebbe questo sul consumatore finale(impercettibile)?,mentre per noi cerealicoltori siciliani darebbe quella spinta in più di cui abbiamo necessariamente bisogno e ci metterebbe quasi al pari con i nostri vicini colleghi rispettando cosi il principio di concorrenza leale che è alla base del libero mercato.
    cerealicolo

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    1. non ti seguo...il fino pugliese parte dal 12%...mentre quello della filiera sicula dal 12,5%...e poi il confronto va fatto tra condizioni simili, ovvero filiera sicula contro filiera pugliese (perchè le filiere hanno anche dei costi maggiori e dei vincoli) e prezzo di mercato siculo contro prezzo di mercato pugliese...
      quest'anno a Bari il grano slavato (peso spec. da Kg 71 a 72, prot. minimo 11%, umidità max 12%) vale più del fino siculo....da noi esiste un problema di mercato che nulla ha a che fare con la qualità, quello va risolto.

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    2. i contratti di filiera che conosco io partono da 14,5 di proteine x le premialità..,poi se fai da 13,5 a 14,49 hai il prezzo + alto della borsa merci di foggia,se produci 13,49 di proteine va all'ammasso o non lo ritirano proprio.....quindi non confondete quella che è la determinazione dei prezzi della camera di commercio di foggia con ciò che ci propongono i vari barilla,divella e compagnia bella..

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    3. secondo l'accordo con proteine 14,5%proteina(quasi impossibile raggiungerlo in sicilia ) la premialità sarebbe 8cent/kg.Barilla o Divella quanto prevedono in puglia?
      cerealicolo

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    4. oggi all'assessorato regionale si è discusso(le parti mediate da un funzionario/a)per la firma dell'accordo ma in realtà si è firmato solo il verbale riservandosi i sindacati(confagricoltura e cia)una settimana di tempo per rifletterci e comunque passata la quale l'accordo verrà comunque in essere anche se da loro non sottoscritto.
      la confagricoltura perche non gli stava bene il metodo di pagamento(proponendo50% a 90giorni e 50% 180),non aveva capito bene la premialità credendo fosse 0,5cent/kg mentre è 5cent/kg,e sul cartellinato vantava pretese anacronistiche e come piazza riferimento voleva foggia meno il 15%
      Cia ha voluto meglio chiarire le sorti del buono mercantile (che uscirà dal circuito è sarà pagato :prezzo a chiamata riferimento merceologico piazza ismea catania o palermo).Ha dato non poche perplessità sul metodo di pagamento e infine ha espresso l'esigenza di portare la proteina al 12% così da fare entrare nell'accordo più produzioni possibili sull'esempio del fino pugliese.
      Pastai,sementieri,mulini,commercianti sono stati tutti d'accordo,tranne cerere la quale prima della firma vuole un serio piano di marketing e avrebbe voluto tra le parti dell'accordo la grande disribuzione.
      Bene penso che cia firmerà l'accordo ,confagricoltura sembrava ferma soprattutto nella posizione del pagamento e cerere c'è comunque dentro con pro.se.me.Dimenticavo il pagamento sarà 50%90giorni,25%180giorni,25%240giorni( modifica )
      Sul punto cia di abbassare la proteina la risposta è stata data da un dirigente del consorzio ballatore avrei preferito fosse stata data da un pastaio.secondo lui con il 12% di proteina si rischia di andare sotto i limiti di legge(10,5%) perchè nella trasformazione si perdono 1,5% di proteina(macina e trasformazione)percui gli amici pugliesi possono tagliare questo grano con altri noi dovendolo produrre solo in sicila e non potendolo tagliare con altri grani meglio non rischiare booo vi sembra corretto ho è semplicemente come mi è sembrato la risposta di un ruffiano delle lobby?

      Grano duro a parte i costi del disciplinare che non dovrebbero essere poi così più alti di ciò che facciamo normalmente(anche se capisco che il vincolo in se ha un costo),mi sembra che l'accordo quanto meno per le partite di grano che ci rientrano diano un prezzo che normalmente vediamo nelle piazze di bologna. mettiamo il caso che sottoscrivi l'accordo e produco 1000quintali di grano di cui 50% superi i 12,5%di proteine.500qprezzo a chiama ismea(e in sicilia non è la prassi) e 500q prezzo medie del periodo di pagamento più premi 5,6,7cent7kg io faccio il tifo per tale accordo anche se si poteva fare di più
      Domanda: è vero che si perde1.5% di proteina (tra trasformazione e molitura)?
      cerealicolo

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    5. se ho capito bene il parametro delle micotossine è solo un'opportunità e non un vincolo infatti dalle prove fatte hanno avuto problemi nella rilevazione in quanto i parametri micotossine erano talmente bassi da non essere rilevate ,quasi esente
      cerealicolo
      cerealicolo

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  7. Dispiace vedere che l'argomento non interessa ha gran parte di voi ho solo c'è molto scetticismo,comunque iniziate a guardare i contratti di filiera con interesse ,per quelli che ammassano "indifferentemente"e che dicono di non volersi vincolare con una firma rispondo che siete molto più vincolati nella vostra libertà
    apparente(riferimentiCCIAA,ecc.....)
    cerealicolo

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  8. Premesso che nei contratti (in genere) ognuna delle parti sottoscrive solo se si ritiene soddisfatto dell'accordo negoziale raggiunto liberamente in un accordo bilanciato.
    Nei cotratti di filiera che fino ad oggi ho potuto visionare l'accordo negoziale non è libero ma imposto da una sola parte, quindi sbilanciato...chi non si ritiene soddisfatto non lo firmi.
    Aggiungo che il prezzo, soprattutto, dovrebbe venir determinato in modo razionale da una negoziazione tra le parti, ma questo non avviene mai.
    Risultato per la parte debole: per prendere un nichelino in più sul prezzo di vendita ne rimette tre nei costi sostenuti.
    Risultato per la parte forte: si assicura un'ottima merce con valore di mercato e la paga quando e come vuole. Inoltre in forza della filiera, si garantisce anche un maggior prezzo di vendita del prodotto finito.
    Personalmente fino a quando non faranno un accordo di filiera "serio" non ci stò.
    Skandiski

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  9. a Skandiski
    hai detto bene ,l'accordo quadro funzionerà solo se verranno sottoscritti i relativi contratti di filiera .Ci troviamo d'accordo sulle parti forti che alla fine traggono più vantaggi loro che noi ma.. (non so da dove provieni)in Sicilia il mercato del grano non vige secondo le normali regole ,tra cartelli,ricatti,vendette,fallimenti,ignoranza,speculazione,truffe,iva non pagata) noi agricoltori vediamo lucrare alle nostre spalle per cui se tale accordo parte è comunque un modo per dare il giusto esempio al settore e quindi iniziare a parlare di qualità differenziando i vari prezzi ,confermare ismea come prezzo ufficiale siciliano e riconoscere comunque un premio di 5cent/kg per un grano tra i 12,5-13 non mi sembra poco
    cerealicolo

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  10. Ottimo Report, grazie cerealicolo

    personalmente continuo ad essere contrario al progetto...continuo a credere che in Sicilia ci sia un deficit di mercato e non di qualità....
    dunque si sarebbe dovuta aumentare la trasparenza (quotazioni attendibili e puntuali) e la concorrenza (favorire la competizione fra gli acquirenti)...
    invece si fa esattamente l'opposto, si delega ad un oscuro rilevatore ISMEA la decisione del prezzo del grano siciliano (ma chi lo controllerà, ma chi garantisce che non sarà manipolabile? l'Ismea non prevede contraddittorio come nelle altre Borse Merci delle CCIAA peninsulari, l'ISMEA fa rilevazioni storiche, dunque se ci dovessimo affidare a lei per stabilire il prezzo ci sarebbe il rischio che le quotazioni perpetuino se stesse in mancanza di un mercato libero, che si manifesterebbe ove la filiera avesse successo.)
    si mettono tutti gli acquirenti d'accordo così da evitare la concorrenza (tralasciando tuttavia nell'accordo la GDO, cioè la parte decisiva per la riuscita della iniziativa, e ciò rende l'iniziativa molto velleitaria....le critiche di Cerere sono più che giustificate, tenendo conto che è l'unico soggetto che ha esperienza nel settore ed ha una visione meno romantica del mercato della pasta made in Sicily)
    si obbligherà l'agricoltore ad utilizzare le sementi proposte dalla filiera tagliando fuori le nuove varietà estere che non hanno legami con il sistema sementiero siciliano, ma che sembrano avere potenzialità molto elevate...
    Insomma mi sembra il sistema ideale per perseverare nell'arretratezza e nelle pratiche monopoliste sia dei mezzi tecnici che dei prodotti.

    Conto in tuoi successivi aggiornamenti...Ciao

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  11. Questo sotto è un discorso da pazzi:

    "Sul punto cia di abbassare la proteina la risposta è stata data da un dirigente del consorzio ballatore avrei preferito fosse stata data da un pastaio.secondo lui con il 12% di proteina si rischia di andare sotto i limiti di legge(10,5%) perchè nella trasformazione si perdono 1,5% di proteina(macina e trasformazione)percui gli amici pugliesi possono tagliare questo grano con altri noi dovendolo produrre solo in sicila e non potendolo tagliare con altri grani meglio non rischiare booo vi sembra corretto ho è semplicemente come mi è sembrato la risposta di un ruffiano delle lobby"

    Praticamente se fosse vero, noi produttori trarremmo dei vantaggi ad importare il grano dall'estero visto che il fino partirebbe dal 12%, mentre dato che vogliamo fare da soli la pasta ci tocca produrre al 12,5% e vedere declassato il nostro grano al 12%.

    Per dirimere la questione potreste chiedere al pastificio Cerere che produce con il grano siciliano all'11,5% di proteine l'ottima pasta TreMulini (a prezzi molto concorrenziali) distribuita tramite Eurospin...dunque se non vanno loro sotto i limiti di legge con i grano mercantili, figurarsi con il 12%...

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  12. e non solo : se è vero che con il 12% di proteina si rischia di andare al di sotto di legge è anche vero che "ammassando"a partire da 12%di proteina significa che questo è il contenuto minimo per cui si ammasserà a 12,2; 12,7ecc... secondo lo specialista del consorzio ballatore "si corre il rischio"; ma quale rischio nella prima colonna di premio andrebbero a confluire grani tra 12% e 13% per cui quasi impossibile tenere la media di 12%. sembra niente ma questo a mio parere è un punto fondamentele perchè con il nostro impegno il 12% di proteina lo possiamo raggiungere nella maggior parte dei nostri terreni diverso è il 12,5%.
    cerealicolo

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    1. concordo, mediamente produrre in Sicilia con i dovuti accorgimenti granelle con proteine tra 12 e 12,5 % è possibile, andare oltre i 12,5 molto più complicato...chi sta dall'altra parte della filiera lo sa, e vorrebbe acquistare ottimo grano fino (magari da esportare, visto che basta fare qualche centinaio di KM per rivenderlo con un buon ricarico) a prezzi da saldo.

      ....non capisco perchè non prendere come punto di partenza il contratto di filiera del CALV (che è ragionevole, visto che i premi anche se minori partono dall'11,5%) ed integrarlo con i premi per il grano iperproteico che invece non sono previsti.

      Poi andrebbe coinvolta anche ISMEA in modo che si impegni a garantire un servizio certo, continuo, chiaro e trasparente. Se si dovessero bloccare le quotazioni o se prendessero la tangente (vedi CCIAA di Catania), la filiera che fa si blocca?

      Il disciplinare di coltivazione andrebbe chiarito in dettaglio.

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  13. il contratto di filiera del calv integrato con l'accordo di flliera come tu dici sarebbe un ottima soluzione.non ho voluto pubblicizzare la filiera calv perche se è vero che prevede delle premialità a partire da 11,5% e anche vero che sei penalizzato(rispetto al già "penoso mercato" se le proteine scendono sotto l'11% perdendo almeno 1,2cent/kg dovuto al trasporto che normalmente non avresti se ammassassi nel luogo più vicino.per il resto da dignità al grano compreso tra gli 11%e 12%circa non premiando col giusto valore quelli che superano12,5%(rimane comunque forse l'unica filiera di grano duro sicila(togliendo qualche piccola realtà interessante come quella di valledolmo).Per quanto riguarda ismea credo sii facile coinvolgerli
    cerealicolo

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  14. limagrain florisem sygenta multinazionali,colossi presenti nella maggior parte dei mercati e che oggi si affacciano nei nostri locali con timidezza ma che potrebbero aggredire con facilità; multinazionali che rafforzano il proprio potere oltre confine peresempio in turchia non prevedendone le ripercussioni nel lungo periodo.Considerazioni non sarà mica che il mondo della trasformazione locale in senso lato sentendosi col fiato al collo vuole cercare di creare sistema con noi agricoltori (filiera)per cercare di tutelare i suoi mercati?Sapete fino a qualche anno fa ci snobbavano e creavano e l'ho continuano a fare sistema tra di loro a discapito nostro e dei nostri redditi.Polemiche a parte anche fosse questo uno dei motivi non vi preoccupate vi aiutiamo non siamo vendicativi però cambiate da ora in poi atteggiamento verso noi cerealicoltori, e iniziate con l'abbassare nei contratti che spero si stipuleranno la proteina a 12%
    cerealicoltore

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