lunedì 8 luglio 2013

Nuova Pac, il grano duro non perderà il premio Ue

La versione web della Gazzetta del Mezzogiorno Puglia di oggi, ha pubblicato la seguente notizia che riguarda i riflessi della nuova Pac sul grano duro. La versione on line(gratuita) tuttavia è abbastanza oscura e rimanda all'articolo completo nella edizione cartacea del giornale. Qualche amico pugliese può inviarci una immagine dell'articolo completo?








Nuova Pac, il grano duro non perderà il premio Ue
di MASSIMO LEVANTACI
Sarà meno indigesta la riforma della politica agricola comunitaria per gli agricoltori foggiani. Il «settennato» (2014-2020) sembra, infatti, partire con il vento in poppa: la commissione Agricoltura di Bruxelles ha stabilito che il grano duro non perderà il premio comunitario anche nella prossima tornata. Parliamo di una robusta boccata d’ossigeno per l’economia agricola dauna, se pensiamo che il grano duro - pur non godendo di titoli altissimi (nell’ordine dei 300-350 euro a ettaro) - va comunque spalmato su una superficie di circa 200mila ettari, quasi la metà della superficie agricola complessiva della Capitanata.
Di riduzione degli aiuti, com’è noto agli agricoltori, si parla già da diverso tempo, anzi la riforma Ciolos (dal nome del commissario all’Agricoltura che l’ha proposta) è stata identificata fin dall’inizio come una decisa sforbiciata alle entrate fin qui garantite dall’Unione europea. La nostra provincia incassa ogni anno dall’Ue circa 244 milioni di euro, la riforma dovrebbe portare in «dote» un taglio di circa 60 milioni di euro (stime Cia). Gli effetti negativi si prevedono soprattutto su olio, pomodoro e ortofrutta che detengono titoli alti. Il dietrofront sul grano è certamente il frutto dei negoziati e di un lavoro ai fianchi esercitato dagli stati membri rivolto a modificare in chiave più mediterranea la riforma.
La riforma è stata addolcita da ben 8mila emendamenti, la commissione Agricoltura presieduta dal pugliese Paolo De Castro ha alfine trovato la quadra: il grano non si tocca anche se vengono fatti salvi tutti i principi previsti da una riforma in chiave ambientalista che punterà sulla rotazione delle colture e su un concetto di agricoltura più sostenibile. La notizia ha colto un po’ alla sprovvista i nostri agricoltori e, al di là delle scontate affermazioni di giubilo, non ha registrato ancora reazioni da parte delle organizzazioni di categoria professionali dei cerealicoltori. Solo la Copagri nazionale è intervenuta sottolineando il valore di «un’intesa positiva per l’agricoltura foggiana e per certi versi anche migliorativa rispetto alla proposta della Commissione dalla quale si era partiti. Certamente per un giudizio compiuto - dice la Copagri - servirà un attento approfondimento, ma diversi elementi si possono già accogliere con favore» . L’accordo è stato raggiunto sui quattro punti del negoziato.

Fonte

Sperando che l'articolo completo sia più chiaro...

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