Molto spesso noi durogranicoltori nudi e crudi snobbiamo il biologico, considerandolo poco produttivo, realizzato ad uso e consumo dell'ingenuo cittadino, e legato indissolubilmente ai contributi comunitari (come se il resto dell'agricoltura non lo fosse, peraltro) per quanto riguarda la convenienza economica.
In Sicilia, per varie ragioni, tuttavia è possibile sul serio gestire in biologico il grano duro con pregevoli risultati agronomici, soprattutto se inquadrato in un contesto aziendale dove è presente l'allevamento in modo da sfruttarne le sinergie.
Stasera vi propongo l'ottimo contributo di Ettore Pottino, un granicoltore biologico siciliano che mi pare faccia proprio sul serio.