lunedì 1 ottobre 2012

Corruzione in Italia: un caso "lampante"


Olio Italiano 100% in etichetta. Miscela di oli stranieri, talvolta non commestibili, in realtà. Triste vicenda italica accaduta in quel di Siena. 
Implicati una impresa agro-industriale olearia e, quel che è peggio, un funzionario dell'Ispettorato della Repressione Frodi del Ministero dell'Agricoltura. Un vero tradimento del proprio mandato!

Intanto i dati sulla corruzione in Italia, appaiono da brivido, ed il Governo nicchia, tra un annuncio e l'altro di nuove norme, atte a contrastarne l'azione.

Complessa indagine della Guardia di Finanza di Siena sulle frodi alimentari nel settore dell’olio d’oliva. Quattro persone sono state arrestate per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio aggravata. In manette sono finiti il titolare dell’Azienda Olearia Valpesana, Francesco Fusi 48 anni, il chimico Davide Passerini di 44 anni, il Direttore Amministrativo Paolo Vannoni di 58 anni, ed uno degli addetti alle vendite, il 46enne Stefano De Gregorio. Tutti e quattro sono agli arresti domiciliari, mentre la misura cautelare dell’obbligo di firma è stata applicata nei confronti di un addetto alle operazioni di assemblaggio e filtraggio dell’olio – A.P. di 45 anni – e di una dipendente amministrativa – S.L. 42 anni. Una frode messa in atto in due forme distinte: sia mischiando oli di differente origine (Italia, Spagna, Grecia, Tunisia) e categorie e spacciandolo per un prodotto al 100% italiano, sia miscelando riequilibrando e raffinando oli non commestibili per farne (falsi) extravergine. Sono state sequestrate circa 8000 tonnellate di olio sfuso, ottenuto con la miscelazione illecita, sono state fatte perquisizioni e sequestri del prodotto anche presso gli acquirenti della Valpesana che – precisano gli inquirenti – nell’indagine figurano come parti offese.L’operazione, denominata “Arbequino”, dal nome di una varietà di olive da olio (Arbequìn) molto diffusa oggi in Andalusia, ha preso il via da una verifica fiscale fatta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Siena nei confronti dell’Azienda Olearia Valpesana S.p.A. Nel corso dei controlli furono rinvenuti, all’interno del laboratorio chimico dell’azienda, alcuni quaderni scritti a mano riportanti annotazioni di “tagli” di olii diversi e “distinte base” sulle quali erano indicate, in codice, le istruzioni per l’ottenimento di masse di olio rivendicato come olio extra vergine d’oliva.


Prosegue l’operazione “Arbequino” della Guardia di Finanza di Siena che ha già portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti rispettivamente del titolare, del direttore amministrativo, del chimico, di un addetto alle vendite e di altri due dipendenti dell’Azienda Olearia Valpesana S.p.a. di Monteriggioni, operante nel settore oleario, per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio aggravata, violazione di sigilli e frode processuale.Le fiamme gialle nel corso delle indagini hanno accertato il coinvolgimento anche di un   funzionario della sede fiorentina dell’Ispettorato Centrale per la tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del M.I.P.A.A.F..
Infatti, gli investigatori hanno scoperto che il predetto funzionario – C.S. di anni 60, domiciliato a Firenze – forniva il proprio qualificato contributo al fine di garantire l’impunità, nell’ambito dei controlli pianificati da quel Dicastero, dei soggetti coinvolti nell’associazione a delinquere finalizzata alla frode nel settore dell’olio d’oliva.
In particolare, svolgendo la funzione di vicario del Direttore dell’I.C.Q.R.F. di Firenze, qualche giorno prima dell’esecuzione, preannunciava sia al titolare dell’Azienda Olearia Valpesana, che ai referenti di altre società operanti nel settore agroalimentare, l’effettuazione di imminenti controlli, disvelando così informazioni coperte da segreto d’ufficio dal momento che l’attività di controllo doveva essere eseguita a “sorpresa” al fine di meglio tutelare la qualità del prodotto che sarebbe stato immesso sul mercato.
Le indagini hanno appurato che il funzionario approfittava della propria posizione al fine di ottenere, quale prezzo della “soffiata”, delle utilità personali, come nel caso in cui ha preannunciato un controllo ad una azienda operante nel settore vinicolo per ottenere dal suo titolare, a capo di un Istituto di Credito del nord Italia, un indebito profitto patrimoniale consistente nell’erogazione di un mutuo senza ricorrere allo svincolo di titoli bancari in suo possesso.
I controlli avevano naturalmente un unico esito: regolari!
In data 18 settembre i finanzieri del nucleo di Siena  hanno pertanto dato esecuzione al provvedimento emesso dal G.I.P. presso il tribunale di Siena – Dott. Ugo Bellini – su richiesta del P.M. titolare del fascicolo – Dott. Aldo Natalini – che ha disposto, nei confronti del funzionario, l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il funzionario agrario deve rispondere dei reati di cui agli artt. 110, 416 e 326 C.P. (concorso esterno in associazione a delinquere e rivelazione di segreti d’ufficio).
Le indagini proseguono al fine di definire il quadro investigativo complessivo.





1 commento:

  1. Viva l Italia e tutti questi disonesti che meriterebbero l ergastolo per quello che fanno arrecando danni inestimabili a tutto il sistema agricolo onesto!!!

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